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Meta Tag Canonical: Addio contenuto duplicato

lunedì 22 novembre 2010

Meta Tag Canonical Addio Ban

Oggi volevo parlarvi di un tag introdotto da Google, e poi accolto da altri motori di ricerca come Yahoo, Bing e Ask nel 2009.
Stò parlando del meta tag Canonical.

Innanzi tutto, questo tag và posto prima della chiusura dell’head e ha questa forma:

<link rel="canonical" href="http://www.simonedesign.it" />

Il tag canonical non và confuso con il redirect 301 o il robot.txt, a differenza di questi metodi che inviano delle direttive ben precise ai browser o ai motori di ricerca, il rel=”canonical” è un suggerimento per le serp dei motori.

In alcuni CMS come WordPress il tag canonical viene inserito in tutte le pagine e gli articoli indicando l’url di quella pagina come canonical, in questo modo la pagina viene indicizzata dai motori di ricerca come unica. Viene invece omesso questo meta tag nelle pagine tag e category, per evitare la duplicazione del contenuto.

Cosa si intende per contenuto duplicato?

Lo scopo principale del tag canonical è proprio quello di suggerire ai motori di ricerca la presenza di pagine duplicate nel nostro sito. Senza questa dichiarazione si potrebbe incorrere nella penalizzazione del sito a causa di un’eventuale ban dei motori di ricerca alle pagine duplicate o addirittura all’intero sito.
Ci sono varie forme di contenuto duplicato:

  • URL univoco
    Un primo caso è quando possiamo visualizzare una pagina tramite URL diversi. Tutti i seguenti indirizzi portano alla prima pagina del mio sito, è quindi bene specificare l’url preferito tramite il tag canonical.

    • www.simonedesign.it
    • simonedesign.it
    • www.simonedesign.it/
    • simonedesign.it/
    • www.simonedesign.it/index.php
    • simonedesign.it/home
    • simonedesign.it/home/
  • Query String
    Prendiamo poi il caso di un e-commerce che offra l’opportunità di ordinare i prodotti per prezzo crescente e decrescente, ipotizziamo che la pagina si chiami prodotti.php, una volta ordinati per prezzo crescente l’URL sarà così prodotti.php?order=ASC e prodotti.php?order=DESC nel caso ordinassimo i prodotti per prezzo decrescente. A questo punto si sono create 3 pagina, potenzialmente individuabili e indicizzabili dai motori di ricerca, dal contenuto uguale. Infatti i motori di ricerca analizzano sommariamente il contenuto di una pagina calcolando la percentuale di testo simile alle altre pagine, e penalizzano le pagine con contenuti duplicati, e se la duplicazione è molto estesa all’interno del dominio, può essere penalizzato l’intero sito.
  • Pagine duplicate
    Un’ultimo caso è la creazione volontaria di pagine duplicate, come è stato il mio caso. Prima di conoscere le penalizzazioni di Google in merito al contenuto duplicato, ho realizzato la sezione servizi di questo sito utilizzando un particolare collegamento tra le pagine dei servizi e alcune keywords (esempio: http://www.simonedesign.it/servizi/realizzazione-siti-web_roma/). Sono venuto a conoscenza delle penalizzazioni troppo tardi, cioè solo dopo che Google mi aveva già indicizzato la maggior parte delle pagine duplicate. Non ho perso tempo e ho inserito il rel=”canonical” su tutte quelle pagine puntato sulla pagina originale, in questo modo i motori di ricerca non solo non dovrebbero penalizzarmi, ma dovrebbe aumentare la link popolarity della pagina originale.
Categorie: Programmazione, SEO

Un Commento

  1. Ferruccio

    23 aprile 2011, 08:47

    Cercavo proprio questo 😉 ho sempre lavorato con piccoli siti ma ora mi rendo conto che per siti di altre dimensioni bisogna saperne davvero tanto di più.

    Grazie!

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